Farah

Farah è cresciuta qui, a Napoli per l’esattezza, e quindi è napoletana-e un po’ anche italiana: parla meglio il napoletano che l’italiano.
Si è ambientata così bene qui che ormai questa è la sua casa, ed effettivamente è anche l’unica che ha.
Gli amici della classe la chiamano ‘a taleban e a lei piace questo soprannome, perchè ognuno di loro ne ha uno, questo vuol dire far parte di un qualcosa, vuol dire integrazione, appartenenza. 
C’è ‘o russ’, c’è ‘o cecat’, c’è ‘o juventin’ omm ‘e nient, c’è ‘o leghist.
Stamane a Napoli è arrivato Salvini e Farah e ‘o leghist hanno litigato. 
《Evviva Matteo!》 Ha urlato ‘o leghist’
《Ma chiavet a mammet’!》 ha risposto serafica Farah.

Paolo Carol Cristi
Ateo, vegetariano, accarezzatore di gatti, fotografo di bagni pubblici, poeta mai per scelta, psicologo in divenire, a volte cammino. Nel tempo libero intreccio fiori e invio foto oscene.
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